venerdì 20 novembre 2009

Segreti di Famiglia

Un film di Francis Ford Coppola. Con Vincent Gallo, Alden Ehrenreich, Maribel Verdú, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura,Rodrigo De la Serna, Leticia Bredice, Mike Amigorena, Sofía Castiglione, Francesca De Sapio, Adriana Mastrángelo, Silvia Pérez, Erica RivasTitolo originale Tetro. Drammatico, durata 127 min. - USA, Argentina, Spagna, Italia 2009. - Bim uscita venerdì 20 novembre 2009. Benjamin, che sta per compiere 18 anni, va a cercare a Buenos Aires il fratello Angelo (che tutti conoscono come Tetro dall'abbreviazione del cognome). Tetro ha rotto da tempo i ponti con la famiglia e in particolare con il padre Carlo (musicista di fama mondiale) e ora vive con Miranda facendo il tecnico delle luci in un teatrino locale e scrivendo testi che non piacciono ad Alone, la più importante e potente critica letteraria del Paese. L'incontro tra i due è conflittuale: Tetro non vuole davvero più avere rapporti con i familiari anche se in passato, nel momento in cui era fuggito dalla casa paterna, aveva lasciato una lettera a Benjamin in cui prometteva di tornare per portarlo via con sé e proteggerlo.Francis Ford Coppola realizza il terzo lunngometraggio completamente suo (nel senso che ne ha scritto anche soggetto e sceneggiatura) dopo The Rain People e La conversazione. Si percepisce sin dalla prima inquadratura in uno splendido bianco e nero (il dettaglio del volto di Tetro che osserva una falena che sbatte ripetutamente contro una lampadina) che in questo film c'è la voglia da parte del regista di guardare dentro se stesso e la propria vita. È quello che fa quasi con spudoratezza offrendoci anche una sintesi del suo modo di concepire il cinema. Sul piano personale questa vicenda, in cui i legami familiari finiscono con il rivelarsi più forti di qualsiasi tentativo di alienarli, non manca di riferimenti diretti alla vita del regista. Padre e zio musicisti come nel film, famiglia sempre al seguito ovunque e, sicuramente, la sua stessa figura di padre/padrone dominante. Non è forse un caso se la figlia Sofia ha esordito come regista con Il giardino delle vergini suicide in cui i rapporti tra genitori e figlie non erano certo tra i migliori. In proposito Coppola ha dichiarato che nulla di ciò che si vede in Tetro è successo ma che però è tutto vero.Ma ciò che ancor più conta è il modo in cui Coppola dichiara il suo amore per un cinema che ha alle proprie radici il melodramma classico. Ce lo aveva già mostrato ne Il Padrino. Parte terza e ce lo ricorda ora con una vicenda in cui il colpo di scena è sempre in agguato e la musica classica gioca un ruolo non indifferente. Ma ci sono anche i ragazzi di Rumbe Fish in Tetro con la loro adolescenza tormentata (non a caso Il regista aveva pensato a Matt Dillon come protagonista anche se poi la scelta di Vincent Gallo qui si rivela vincente). C'è un padre che vampirizza il figlio come neanche Dracula avrebbe saputo fare. C'è la lettura in filigrana della scrittura come terapia (e cosa ha fatto in questo caso Coppola se non anche scrivere il film?). E c'è una situazione quasi speculare a quella vissuta dal protagonista di La conversazione. Così come in quel caso l'intercettatore diveniva preda del suo stesso spiare così qui Benjamin, decodificando i manoscritti di Tetro, ne porta alla luce il rimosso ma, al contempo, rischia di finire egli stesso preda di una realtà troppo pesante per poter essere sostenuta. In chiusura un suggerimento che ogni tanto si rivela necessario: cercate di non farvi raccontare lo snodo della vicenda. Finireste col guardare la falena dalla parte sbagliata.

Giancarlo Zappoli My Movies

venerdì 6 novembre 2009

Nemico Pubblico


Un film di Michael Mann. Con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup, Stephen Dorff Stephen Lang, Channing Tatum, Leelee Sobieski, Emilie de Ravin, Giovanni Ribisi, David Wenham, Rory Cochrane, Lili Taylor, Carey Mulligan, John Ortiz, James Russo, Christian Stolte, Jason Clarke, John Judd, Michael Vieau, Wesley Walker, Branka KaticTitolo originale Public Enemies. Drammatico, durata 143 min. - USA 2009. - Universal Pictures uscita venerdì 6 novembre 2009. John Dillinger è un fuorilegge col vizio del baseball, del cinema e delle macchine veloci. A colpi di Thompson e a capo di una gang armata, rapina banche ed estingue i debiti degli americani impoveriti dalla (Grande) Depressione. Le sue fughe rocambolesche e temerarie gettano imbarazzo e sconforto sulle istituzioni e su Edgar Hoover, ambizioso direttore del Bureau of Investigation. Elegante ed impavido, Dillinger ha un proiettile sempre in canna e un cappotto per ogni occasione e per ogni signora, rapinata del suo cuore o rapita dal suo fascino. La sua nemesi, efficiente e laconica, ha il volto e il garbo "gable" di Melvin Purvis, determinato ad accomodarlo sulla sedia elettrica. Decimata la sua compagine di criminali e assediato dalla polizia, Dillinger sceglierà la via fatale (e letale) del cinema. Durante gli anni più duri della Depressione banditi rurali, rapinatori di banca indipendenti, rapitori di bambini e ladri alla giornata infestavano il Midwest. Nelle loro scorribande colpivano banche isolate e rifornitori di benzina, abbattendo a colpi di mitra proprietari e passanti inermi, prima di fuggire sulle loro automobili veloci e dentro gli abiti "ricercati". Sfruttando l'inefficienza e la corruzione dell'apparato statale e della polizia, cercavano il denaro facile e trovavano la soddisfazione alla propria eccitazione nel raggiungimento di una fama istantanea. Il maggiore tra loro, John Dillinger, era un fuorilegge e un esibizionista, abilissimo col mitra, simpaticamente disinvolto e irriverentemente in fuga da banche, celle e carceri. Drogato di glamour come gli sbirri in abiti firmati di Miami Vice e testimone delle grandi promesse delle metropoli (automobili, abbigliamento sfarzoso, belle donne, feste in locali di lusso), Dillinger diventa il nuovo eroe solitario di Michael Mann, nemico pubblico che come il suo autore seppe creare una tendenza. Conforme al bel sembiante (e al bell'aspetto) di Gary Cooper e Clarke Gable, Johnny Depp incarna l'immagine più sentimentale e romantica del gangster. Segnato dall'impossibilità di toccare le persone senza ferirle, Depp è di nuovo martire sulla strada della sofferenza e delle cicatrici. La morbidezza del suo sguardo scalda la narrazione (formalmente) fredda di Mann e si allarga sul G-man di Christian Bale, sul lato opposto della legge e dell'ordine. Se Dillinger impiega la rapina come affermazione d'identità, anche sessuale (Billie Frechette è letteralmente "rapita"), e propaga nel mondo il mito dell'invincibilità dell'outlaw hero, Purvis trasforma la caccia ai criminali in un massacro di esecuzioni e tirassegno (l'abbattimento di Baby Face). In delicato equilibrio interdipendente col gangster, l'uomo del governo è caratterizzato e motivato costantemente dalla sua presenza, facendo dell'opposizione-identificazione con Dillinger una questione interiore. Il conflitto con la società ripiega allora nel confronto personale, in cui poliziotto e criminale si sovrappongono. Dentro la densità narrativa e la struttura polifonica del Nemico pubblico di Mann si muovono due combattenti solitari angosciati dalla privazione (ormai prossima) di un ruolo. Il regista coglie bene il senso tragico del poco tempo che i protagonisti hanno ancora da vivere per compiere il proprio destino. Nel melodramma nero e criminale dell'autore americano il motore dell'azione è la nostalgia per qualcosa che Dillinger e Purvis si sono lasciati alle spalle ma che non riescono ad abbandonare: un blackbird che canta in sala (da ballo) ma tace sotto interrogatorio, un nemico pubblico maledettamente privato e troppo in fretta abbattuto. Architetto degli spazi e creatore (cool) di mondi solidi (e storici), Michael Mann frequenta i generi e ne verifica i limiti fino alla soglia, fino a intrecciarli e a contaminarli. Il suo cinema apre allora derive che interrompono l'azione vera e propria, dirottando su Cuba o su Chicago, dentro storie d'amore perfettamente simmetriche. Gli inseguimenti, le sparatorie, le fughe, l'amore e il sesso si combinano armoniosamente, consumandosi lentamente e in maniera epocale e infilando la potenza evocativa del melodramma in un film di genere radicalmente opposto. Nel suo Chicago Melodramma e dietro all'eroismo di Dillinger si nasconde un'anima appassionata e (a)morale che morirà come Blackie Gallagher "sulla cattiva strada".
Marzia Gandolfi My Movies

La Prima Linea



Esce il 20 novembre "La Prima Linea" di Renato De Maria, discusso film che affronta argomenti scontanti del periodo della formazione di gruppi armati che va dal periodo degli anni 70 fino agli anni 90. Ad interpretare il film il bravissimo Riccardo Scamarcio, accompagnato da una bellissima interprete come Giovanna Mezzogiorno. In una Torino a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 nel carcere "Le Nuove", un uomo racconta la sua storia. E' Sergio, fondatore della "Prima Linea", gruppo armato di sinistra che in Italia aggiva soprattutto al Nord tra il Piemonte e la Lombardia.
Il film è un romanzo appassionato in un periodo difficile della nostra benamata nazione, coinvolta in quello che i libri di storia e molti giornali definiranno quel periodo come gli "Anni di Piombo". Da nord a sud terrorismo, mafie e le lotte sociali fanno parlare di loro con tantissimi omicidi e scontri violenti.
Un romanzo dove "Prima linea" cerca nell'82 di far evadere quattro detenute dal carcere di Rovigo, all'interno Susanna la donna che Sergio ama.
Un altro "Romanzo Criminale"? Film sicuramente da vedere, per il periodo storico affrontato.
Ciao a tutti Kinoki

mercoledì 4 novembre 2009

Addio Claude Levi-Strauss



Claude Levi-Strauss, antropologo e psicologo francese, padre dello strutturalismo, è morto all'età di 100 anni. Lo ha reso noto la sua casa editrice, la francese Plon. Nato a Bruxelles nel 1908, Levi-Strauss è diventato una celebrità negli anni Sessanta dopo la pubblicazione del libro «Antropologia strutturale», seguito da quello che è considerato il suo lavoro più importante, «Il pensiero selvaggio». Il metodo di indagine «strutturalista», che caratterizzò il suo operato, fu il frutto di un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, dove fu costretto a scappare nel 1939 per evitare le persecuzioni naziste contro gli ebrei. A New York insegnò presso «la nuova scuola per le ricerche sociali» e insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e a Roman Jakobson, fu uno dei fondatori dell'ecole libre des hautes etudes, una università per accademici francesi in esilio.

L'Uomo Che Fissava Le Capre

Bob Wilton è un giornalista pavido e impacciato, abbandonato dalla moglie e a caccia dello scoop della vita. Inviato di guerra in Iraq nel tentativo disperato e maldestro di attirare l'attenzione della fedifraga consorte, Wilton incontra lo stralunato Lyn Cassady, soldato Jedi e monaco guerriero appartenente alla New Earth Army, un'unità sperimentale dell'esercito americano che vuole "combattere" le guerre col flower power. In grado di attraversare i muri e di fermare con lo sguardo il cuore di una capra, abili nel leggere nel pensiero del nemico e nel dissolvere le nuvole nel cielo, l'esercito hippy, fondato dallo stupefacente Bill Django, accoglie tra le sue fila il giornalista, iniziandolo al lato nobile della Forza. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi massicce di LSD, Bob Wilton scriverà il suo articolo e ristabilirà l'equilibrio nella Forza.Ispirato (forse) a un'incredibile storia vera e trasposto (innegabilmente) dal libro di Jon Ronson, L'uomo che fissa le capre è una commedia demenziale, nera e dissacrante verso quei monumenti intoccabili dell'autorità trattata spesso con reverenza (America's Army). La scrittura efficace di Grant Heslov, sceneggiatore di Good Night, and Good Luck e osservatore lucido dei costumi americani, si fa immagine demitizzante nel suo film d'esordio. Anche questa volta i tempi sono giusti e le intenzioni incoraggianti. Il sapore del cinema americano d'impegno è ribadito dalle pagine e dallo sguardo del regista-sceneggiatore, che tratta con acuto cinismo argomenti serissimi e assesta una tipica vicenda da film di guerra dietro il filtro di una comicità irresistibilmente illogica. Pienamente a proprio agio nelle situazioni comiche, Heslov realizza col sorriso e attraverso una storia "realmente accaduta" un quadro molto critico della politica americana, popolata, ieri come oggi, da individui perfettamente amorali. Abile nel sondare le ambiguità dell'esercito e i retroterra inquieti della scena militare, L'uomo che fissa le capre dà corpo a soldati (super)eroi e a una società divisa tra paura e patriottismo, guerre coloniali e senso civile, responsabilità e vendette. Come l'ufficiale "illuminato" di Jeff Bridges, che è stato in Vietnam da ragazzo e che non vuole assistere a un nuovo massacro, che ha lottato in quella guerra con le pallottole e che adesso vuole combattere con fiori, parole e gocce di LSD sciolte nel rancio. L'uomo che fissa le capre disinnesca la serietà della guerra e dei suoi "corpi speciali" attraverso dialoghi sagaci e l'intensità burlesca dei suoi attori, George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges e Kevin Spacey, tutti perfettamente in parte. Un film che produce il piacere assoluto della visione, pieno zeppo di trovate eccellenti: parodie, new age, giochi linguistici, citazioni, filosofia "star wars", che dimostrano una volta ancora che il cinema può essere più esplosivo della polvere da sparo.
My Movies

mercoledì 16 settembre 2009

I Calanchi Hanno Gli Occhi - Tursi



No al nucleare



Salve lettori di kinokivideo, volevo sollecitare una notizia che da tempo circolava, e che ora sembra che stia venendo a “galla”. Sono due mattine che mi alzo, e leggendo i giornali noto delle strane notizie che riguardano la nostra regione, precisamente la Basilicata.
In questi giorni il pentito della ‘Ndrangheta Francesco Forti ha indicato alla procura di Cosenza
alcuni siti dove sarebbero state affondate navi con carichi di bidoni altamente tossici, addirittura con sostanze radioattive. Bene i siti iniziali sarebbero quelli della regione Calabria, esattamente a largo di Cetraro e Amantea.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è stato il giorno seguente, Maratea e Metaponto anche esse sono state indicati come possibili siti dove sarebbero state affondate “le barche dei veleni” con carichi altamente tossici.
Ora i relitti ancora non sono stati trovati, ma se le deposizioni del pentito sono veritiere, allora la nostra regione dovrebbe incominciarsi a preoccupare seriamente.
Ieri sera (15/09/2009) il Tg3 nazionale dava la notizia che la procura ha aperto l’indagine in Basilicata sui siti e sui possibili autori di tale “violenza territoriale”, sarebbe stati messi sotto inchiesta alcuni operatori dell’Enea. Ora siamo davvero preoccupati, perché seguendo un filo logico, l’Enea si trova in materia, per quanto riguarda produzione di sostanze tossiche e radioattive. Il difficile smaltimento di tali sostanze, comporterebbe una spesa onerosa, sia per lo stato, sia per le aziende di stoccaggio, quindi quale metodo migliore che quello di affondare o sotterrare i veleni?
Ho detto bene, SOTTERRARE, perché stamane la Gazzetta del Mezzogiorno (16/09/2009) ha pubblicato un articolo allarmante. Il Pollino, Pisticci e i Calanchi di Tursi sono sotto sorveglianza dagli istituti nazionali di geofisica e vulcanologia (INGV) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), causa possibili siti di rifiuti tossici individuati con le dichiarazioni del pentito e analizzate dai satelliti utilizzati da questi enti nazionali. Quindi l’indagine si sta allargando e stanno arrivando notizie sconcertanti per il nostro piccolo Paese.
In questi giorni si parla di nucleare, ancora una volta il ministro Scajola annuncia il suo piano sul nucleare, e addirittura girano voci sui giornali regionali che sarebbero stati di nuovo indicati dieci siti in Basilicata per la nascita di zone per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Bene noi abbiamo condotto una battaglia non poco tempo fa, ed ora siamo di nuovo alle solite. Scanzano Jonico non ci ha insegnato niente, e come sempre per i profitti si fa questo ed altro. Infatti se i “bidoni radioattivi” dovessero venire a galla, come le navi di Amantea Cetraro, penso che del nostro territorio la gente non interessa nulla. Questo è grave, noi Lucani e soprattutto tursitani non abbiamo nessuno controllo sul nostro territorio. Speriamo che il nostro paese non diventi come il sito di deposito dei rifiuti di quel film: “ Le colline hanno gli occhi” di Wes Craven 1977. Un’ipotesi davvero catastrofica, che comporterebbe al nascere di problemi di salute e del nostro territorio. Spero che le indagini portino a buon fine questa situazione, perché non possiamo essere vittime di un sistema criminoso sul nostro territorio, e soprattutto sulla nostra pelle.
Inoltre invito le autorità a chiarire questa situazione ed informarsi su quello che sta accadendo al nostro territorio, coinvolgendo i cittadini tutti, del nostro paese sulla reale situazione che sta attraversando in materia. Il mio documento vuole essere solo un mezzo per informare tutti i cittadini
di Tursi sulla situazione, e che faccia riflettere noi tutti su questa drammatica situazione.

Domenico Carlo Pontevolpe

lunedì 7 settembre 2009

Michael Moore - Lascia a bocca aperta Venezia


Folla, coda e grandi applausi per il documentarista di denuncia americano Michael Moore, dopo "Bowling for Columbine" e "Fahrenheit 9/11" e "Sisko", si presenta con questo nuovo documentario "Capitalism: a love story". Il film esprime tutto il suo disprezzo sul Capitalismo definito dal regista "un male per la società e per la democrazia". Il capitalismo sarebbe per pochi, per i ricchi che controllerebero il mercato mondiale, lasciando le briciole ai poveri e controllando la realtà e la ricchezza dei cittadini mondiali.
Sbarcando a lido di Venezia fa discutere subito l'intervista rilasciata alle emittenti italiane, lanciando una "frecciatina" al nostro capo dello stato Silvio Berlusconi, sulle sue ricchezze e sul controllo dell'informazione italiana, oggetto di discussione su tutte le testate giornalistiche nazionali, dove Repubblica sta conducendo una campagna di raccolta firme per fermare le barbarie del controllo mediatico informazionale del nostro Paese.
Il film di M. Moore uscirà nelle sale il 2 ottobre. Consigliato a tutti anche a chi pensa che la realtà del nostro mondo sia diversa da quello che si pensa.
Buona visione a tutti.

sabato 5 settembre 2009

Il Grande Sogno - Attacco a Placido

ROMA - Michele Placido parla di un attacco squadrista, il sindaco Alemanno gli assicura solidarietà, il centrosinistra parla di un nuovo segnale del clima d'intolleranza che sta soffocando la Capitale. E' ancora polemica a Roma, questa volta per via di un film, Il grande sogno, dello stesso Placido (che sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il 9 settembre e uscirà al cinema l'11) e di un gruppo di destra, il Popolo di Roma, che ha deciso di boicottarlo con tanto di picchetti fuori dalle sale cinematografiche. Ma l'incendio, appena divampa, viene soffocato. I militanti tornano sui loro passi: "Non volevamo dare un'immagine oscurantista, siamo stati fraintesi e ci fermiamo qua, nessun boicottaggio".

Manifesti oscurati e picchetti. Durante la notte sono stati oscurati i manifesti pubblicitari del film, con lo slogan "No 68". A rivendicare l'azione Giuliano Castellino, portavoce de Il Popolo di Roma: "E' stata l'anteprima della nostra campagna, anche il Popolo di Roma sarà presente davanti alle sale dove si proietterà il film ma solo per informare tutti i cittadini che quello del '68 non è stato un grande sogno bensì una grande tragedia. Il vero grande sogno è rovesciare il '68 e mandare a casa chi ha distrutto la cultura nazionale e diffuso ateismo, materialismo, droga, odio e lotta di classe".

Placido: "Attacco squadrista". Per il regista l'attacco al suo film "è una minaccia squadrista come non si sentiva da tempo". Per questo chiede al sindaco di intervenire "per garantire, anche agli spettatori, quella sicurezza che vuole assicurare a tutti i cittadini di Roma".

Alemanno: "Andrò alla prima". Alemanno condanna l'azione del Popolo di Roma: "Non solo garantisco a Placido la piena fruizione del suo film, ma lo andrò a vedere e farò in modo che possa avere la massima proiezione esterna. Ritengo - continua - che l'espressione artistica e culturale debba essere non solo libera, ma incentivata in tutte le sue declinazioni". Per questo "qualsiasi tentativo di criticare dal punto di vista ideologico le produzioni artistiche è un fatto negativo e inaccettabile per la città di Roma". Il primo cittadino ha poi chiamato Placido e ha anche accettato il suo invito ad assitere alla prima del film a Roma "anche per testimoniare il mio personale rispetto nei confronti di un grande attore e regista che da tempo si impegna, e lo sta facendo anche sotto la nostra amministrazione, per promuovere la cultura nelle periferie romane".

www.Repubblica.it

martedì 28 luglio 2009

Addio Cunningham

Cunningham grandissimo artista che ha dedidicato tutto il suo amore per la danza, una danza che negli anni ha raggiunto notevoli trasformazioni grazie alle sua geniale fantasia.
Molte sono state le collaborazioni con un altro grande artista, John Cage che insieme hanno dato vita ad una nuova arte, l' "Happening", dove il silenzio diventa musica e danza allo stesso tempo.
Lo voglio ricordare con questo video realizzato dall'idea di Cinzia Barresi e con la mia collaborazione nella fase di realizzazione.
Addio grande artista.

domenica 26 luglio 2009

Alice in Wonderland - Tim Burton e Johnny Depp Avvincenti




Un film di Tim Burton. Con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Michael Sheen, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter,Stephen Fry, Alan Rickman, Crispin Glover, Matt Lucas, Christopher Lee, Noah Taylor, Timothy Spall, Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Tim Pigott Smith, Geraldine James, Lindsay Duncan, Barbara Windsor, Leo Bill, Eleanor Gecks, Lucy DavenportFantastico, - USA 2010.


Una nuova versione animata (con la tecnica del performance-capture e riprese live-action) della storia di "Alice nel paese delle meraviglie" firmata stavolta dal gotico Tim Burton. La classica storia di Lewis Carroll, pubblicata per la prima volta nel 1865 e poi trasposta su grande schermo prima da Norman Z. McLeod nel 1933 e poi - in versione animata - da Walt Disney nel 1951, rivivrà in una versione tecnologicamente avanzata, originale e personalissima diretta dal maestro dell'animazione dark.
Alice ha diciassette anni e scappa da un party altezzoso e segue il Bianconiglio giù per il buco, che la riporta nuovamente al Paese delle Meraviglie. Il Bianconiglio è convinto di avere la ragazza giusta, quella che ha visitato il magico mondo dieci anni prima. Ma Alice non si ricorda la sua visita precedente nel Paese delle Meraviglie, le cui creature sono pronte per una rivolta e sperano e aspettano che Alice li aiuti. Ma lei vorrà farlo? Lo potrà fare?
La Disney ha fatto uscire la versione ufficiale del trailer del film Alice in Wonderland, di cui era uscita in anteprima una descrizione, qualche giorno fa. In questa clip si può vedere come Burton ha fatto uso della tecnologia 3d e sia riuscito a mescolare abilmente le varie tecniche utilizzate per creare il film. Ascoltando la voce del Cappellaio Matto (Depp) seguiamo Alice (Wasikowska) mentre cade nella tana del Bianconiglio e raggiunge il Paese delle Meraviglie. Il film uscirà nelle sale americane il 5 marzo 2010.


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