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mercoledì 29 settembre 2010

Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides

Sarà il primo episodio dei pirati senza Gore Verbinski. Già da qualche mese il regista della trilogia disneyana aveva annunciato al produttore Jerry Bruckheimer la sua assenza a causa di altri progetti. Tocca quindi a Rob Marshall, regista di Chicago e Memoria di una geisha gestire la truppa delle navi corsare.Johnny Depp confermato a suon di dollari – 30 milioni? - nel ruolo di Jack Sparrow e al timone la compagnia stabile Jerry Bruckheimer Films già al comando nei primi tre episodi. Marshall è stato chiamato direttamente dall’attore protagonista e dal produttore che gli hanno offerto di lavorare a questo progetto. Al momento nulla pare definitivo però se tutto procederà senza intoppi le riprese del film potrebbero iniziare la prossima primavera per un’uscita in sala verso maggio 2011.Marshall subito entusiasta della proposta ha dichiarato di non soffrire di mal di mare, prerogativa basilare per dirigere il film con Johnny Depp. Si è detto pronto a saltare sulle barche anche se potrà seguire comodamente le riprese dai monitor sulla spiaggia.Nel quarto episodio Jack Sparrow si mette alla ricerca della fontana dell’eterna giovinezza facendo squadra con Capitan Barbarossa, interpretato da Geoffrey Rush, per sconfiggere nemici dai poteri sovrannaturali. Sembra invece sicura l’assenza sia di Orlando Bloom sia di Keira Knightley. Ai fan dei pirati non suona nuova la fontana dell’eterna giovinezza: è apparsa infatti alla fine del terzo capitolo e tornerà qui anche perché da poco Tim Powers, l’autore del romanzo On Stranger Tides ha avuto il via libera da parte del suo agente per parlare apertamente del progetto. La Disney infatti aveva già opzionato il suo racconto tre anni fa, ma solo ora la notizia è diventata pubblica.Marshall quindi si gode questa nuova prospettiva di lavoro conscio di essere arrivato al momento giusto e forse in grado anche di essere l’uomo giusto. Reduce dalla trasposizione fellinesca di Nine, non potrà che portare una vena surreale perfetta per la storia. In più Oren Aviv, capo di produzione della Disney ha lasciato intravedere la possibilità che questo sia l’inizio di una seconda trilogia.
Di Alessandro Berti MyMovies
Per vedere la traduzione del dialogo del trailer è meglio ingrandire la finestra.
Grazie a tutti voi Kinoki

sabato 10 aprile 2010

The Hobbit - Cinema 4D

Salve a tutti kinoki, è una notizia che ormai circola su ogni sito e blog, riviste e canali che parlano di cinema. L'era del 4D? Le parole di Guillermo Del Toro ci fanno saltare sulle poltrone, come fecero i fratelli Lumiere nel a marzo del 1985, con il loro cinematografo. Oggi Del Toro potrebbe essere paragonato a loro? I libri ci spiegano come il cinema ormai stia superando alcuni problemi come quello della realtà, sostituito con il cinema virtuale, ma non è la stessa cosa. E' come sapere la verità della nostra esistenza. Quindi davvero parole grosse, perchè il regista Del Toro dichiara che il cinema 3D è roba passata, che Avatar sia già chiuso nelle cineteche, insieme a "L'Arrivée d'un train en gare de La Ciotat" dei fratelli Lumiére. Cos'è il cinema 4D secondo Del Toro. Bene dalle recenti interviste, spiegherebbe che, il film sarà un colossal di due parti che arriverà nelle nostre sale cinematografiche il 2012. Si spera che arrivi anche nelle nostre e vi spiegherò il perchè dopo.
Il titolo del film è "The Hobbit" un prerequel del film "Il Signore degli anelli" di Peter Jacheson. Cosa cambia con il cinema 4d? Bene, in sala avremo un vero set cinematografico, un ritorno al teatro, dove stando seduti sulle nostre poltrone avremo la percezione di toccare, annusare, sentire, il film nella sua più totale essenza. Poltrone che si riscaldano quando ci troviamo di fronte a colate di lava e fuoco, gelo in sala se attraversiamo passi innevati e freddi, odori di Orchi, personaggi del film dall'odore putrido come la carne morta. I sensi quindi, entrano nel cinema, il cervello ancor di più stimolato, saranno gli interpreti del nuovo cinema di Del Toro. Solo due sensi prima erano sollecitati, ora aggiungeremo altri tre sensi e penso che questo sia un passo da gigante. Questo film avrà dei costi esorbitanti, inoltre i cinema, nel loro spazio totale, dovranno adattarsi al nuovo e creare delle modifiche che apportino queste nuove tecniche per darci le sensazioni che Del Toro ci promette. Si pensi che in Italia ancora non si è dotati di proiettori-lettori Dvd nei cinema. Quindi, noi come potremo assaporare il film di Del Toro? Sarà per noi una reliquia da scoprire dopo 10 anni, quando questo nuovo "Sensitive Cinema" avrà raggiunto ulteriori sviluppi e rivoluzioni? Noi aspettimo con ansia questo film, così potremo davvero decidere se il lavoro di Del Toro sarà pionieristico. Magari L'Expò di Milano potrebbe essere il trampolino di lanci per Del Toro, giusto per approfittare noi italiani di questo film nella sua totale completezza.
Altre notizie le aggiungerò in seguito, sperando in altre immagini e trailer da poter aggiungere sul blog. Ciao a tutti i Kinoki.
By Kinoki

venerdì 26 marzo 2010

Kill Bill vol.3

Cosa ci possiamo aspettare da un regista come Quentin Tarantino? E'così, Kill Bill Vol.3, le avventure sanguinose e splattere del regista Americano le rivedremo presto in questo film in cantiere. Il film che si inspira a molti film italiani e giapponesi, da quelli di Sergio Leone ai B Movie a i film dei samurai giapponesi "Lady Snowblood" di Toshita Fujita, un film ibrido pieno di emozioni e contaminazioni dei migliori registi del mondo. Il film che si presterà a girare sarà sicuramente sensazionale e pieno di emozioni come i primi due capitoli. Ma la cosa importante dalle dichiarazioni del regista rilasciate al programma "Parla con Me" della Dandini su Rai3, e che il film vive con il regista, da vita ai personaggi e alla storia come se tutto fosse reale. Una fantasia pazzesca per un regista davvero straordinario. Bene aggiungo il link per poter ascoltare le sue dichiarazioni e l'importante notizia fatta da Tarantino. Dobbiamo aspettare ancora due anni. Presto Tarantino non vediamo l'ora.
Cosa ci aspetterà?

venerdì 20 novembre 2009

Segreti di Famiglia

Un film di Francis Ford Coppola. Con Vincent Gallo, Alden Ehrenreich, Maribel Verdú, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura,Rodrigo De la Serna, Leticia Bredice, Mike Amigorena, Sofía Castiglione, Francesca De Sapio, Adriana Mastrángelo, Silvia Pérez, Erica RivasTitolo originale Tetro. Drammatico, durata 127 min. - USA, Argentina, Spagna, Italia 2009. - Bim uscita venerdì 20 novembre 2009. Benjamin, che sta per compiere 18 anni, va a cercare a Buenos Aires il fratello Angelo (che tutti conoscono come Tetro dall'abbreviazione del cognome). Tetro ha rotto da tempo i ponti con la famiglia e in particolare con il padre Carlo (musicista di fama mondiale) e ora vive con Miranda facendo il tecnico delle luci in un teatrino locale e scrivendo testi che non piacciono ad Alone, la più importante e potente critica letteraria del Paese. L'incontro tra i due è conflittuale: Tetro non vuole davvero più avere rapporti con i familiari anche se in passato, nel momento in cui era fuggito dalla casa paterna, aveva lasciato una lettera a Benjamin in cui prometteva di tornare per portarlo via con sé e proteggerlo.Francis Ford Coppola realizza il terzo lunngometraggio completamente suo (nel senso che ne ha scritto anche soggetto e sceneggiatura) dopo The Rain People e La conversazione. Si percepisce sin dalla prima inquadratura in uno splendido bianco e nero (il dettaglio del volto di Tetro che osserva una falena che sbatte ripetutamente contro una lampadina) che in questo film c'è la voglia da parte del regista di guardare dentro se stesso e la propria vita. È quello che fa quasi con spudoratezza offrendoci anche una sintesi del suo modo di concepire il cinema. Sul piano personale questa vicenda, in cui i legami familiari finiscono con il rivelarsi più forti di qualsiasi tentativo di alienarli, non manca di riferimenti diretti alla vita del regista. Padre e zio musicisti come nel film, famiglia sempre al seguito ovunque e, sicuramente, la sua stessa figura di padre/padrone dominante. Non è forse un caso se la figlia Sofia ha esordito come regista con Il giardino delle vergini suicide in cui i rapporti tra genitori e figlie non erano certo tra i migliori. In proposito Coppola ha dichiarato che nulla di ciò che si vede in Tetro è successo ma che però è tutto vero.Ma ciò che ancor più conta è il modo in cui Coppola dichiara il suo amore per un cinema che ha alle proprie radici il melodramma classico. Ce lo aveva già mostrato ne Il Padrino. Parte terza e ce lo ricorda ora con una vicenda in cui il colpo di scena è sempre in agguato e la musica classica gioca un ruolo non indifferente. Ma ci sono anche i ragazzi di Rumbe Fish in Tetro con la loro adolescenza tormentata (non a caso Il regista aveva pensato a Matt Dillon come protagonista anche se poi la scelta di Vincent Gallo qui si rivela vincente). C'è un padre che vampirizza il figlio come neanche Dracula avrebbe saputo fare. C'è la lettura in filigrana della scrittura come terapia (e cosa ha fatto in questo caso Coppola se non anche scrivere il film?). E c'è una situazione quasi speculare a quella vissuta dal protagonista di La conversazione. Così come in quel caso l'intercettatore diveniva preda del suo stesso spiare così qui Benjamin, decodificando i manoscritti di Tetro, ne porta alla luce il rimosso ma, al contempo, rischia di finire egli stesso preda di una realtà troppo pesante per poter essere sostenuta. In chiusura un suggerimento che ogni tanto si rivela necessario: cercate di non farvi raccontare lo snodo della vicenda. Finireste col guardare la falena dalla parte sbagliata.

Giancarlo Zappoli My Movies

venerdì 6 novembre 2009

La Prima Linea



Esce il 20 novembre "La Prima Linea" di Renato De Maria, discusso film che affronta argomenti scontanti del periodo della formazione di gruppi armati che va dal periodo degli anni 70 fino agli anni 90. Ad interpretare il film il bravissimo Riccardo Scamarcio, accompagnato da una bellissima interprete come Giovanna Mezzogiorno. In una Torino a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 nel carcere "Le Nuove", un uomo racconta la sua storia. E' Sergio, fondatore della "Prima Linea", gruppo armato di sinistra che in Italia aggiva soprattutto al Nord tra il Piemonte e la Lombardia.
Il film è un romanzo appassionato in un periodo difficile della nostra benamata nazione, coinvolta in quello che i libri di storia e molti giornali definiranno quel periodo come gli "Anni di Piombo". Da nord a sud terrorismo, mafie e le lotte sociali fanno parlare di loro con tantissimi omicidi e scontri violenti.
Un romanzo dove "Prima linea" cerca nell'82 di far evadere quattro detenute dal carcere di Rovigo, all'interno Susanna la donna che Sergio ama.
Un altro "Romanzo Criminale"? Film sicuramente da vedere, per il periodo storico affrontato.
Ciao a tutti Kinoki

mercoledì 4 novembre 2009

L'Uomo Che Fissava Le Capre

Bob Wilton è un giornalista pavido e impacciato, abbandonato dalla moglie e a caccia dello scoop della vita. Inviato di guerra in Iraq nel tentativo disperato e maldestro di attirare l'attenzione della fedifraga consorte, Wilton incontra lo stralunato Lyn Cassady, soldato Jedi e monaco guerriero appartenente alla New Earth Army, un'unità sperimentale dell'esercito americano che vuole "combattere" le guerre col flower power. In grado di attraversare i muri e di fermare con lo sguardo il cuore di una capra, abili nel leggere nel pensiero del nemico e nel dissolvere le nuvole nel cielo, l'esercito hippy, fondato dallo stupefacente Bill Django, accoglie tra le sue fila il giornalista, iniziandolo al lato nobile della Forza. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi massicce di LSD, Bob Wilton scriverà il suo articolo e ristabilirà l'equilibrio nella Forza.Ispirato (forse) a un'incredibile storia vera e trasposto (innegabilmente) dal libro di Jon Ronson, L'uomo che fissa le capre è una commedia demenziale, nera e dissacrante verso quei monumenti intoccabili dell'autorità trattata spesso con reverenza (America's Army). La scrittura efficace di Grant Heslov, sceneggiatore di Good Night, and Good Luck e osservatore lucido dei costumi americani, si fa immagine demitizzante nel suo film d'esordio. Anche questa volta i tempi sono giusti e le intenzioni incoraggianti. Il sapore del cinema americano d'impegno è ribadito dalle pagine e dallo sguardo del regista-sceneggiatore, che tratta con acuto cinismo argomenti serissimi e assesta una tipica vicenda da film di guerra dietro il filtro di una comicità irresistibilmente illogica. Pienamente a proprio agio nelle situazioni comiche, Heslov realizza col sorriso e attraverso una storia "realmente accaduta" un quadro molto critico della politica americana, popolata, ieri come oggi, da individui perfettamente amorali. Abile nel sondare le ambiguità dell'esercito e i retroterra inquieti della scena militare, L'uomo che fissa le capre dà corpo a soldati (super)eroi e a una società divisa tra paura e patriottismo, guerre coloniali e senso civile, responsabilità e vendette. Come l'ufficiale "illuminato" di Jeff Bridges, che è stato in Vietnam da ragazzo e che non vuole assistere a un nuovo massacro, che ha lottato in quella guerra con le pallottole e che adesso vuole combattere con fiori, parole e gocce di LSD sciolte nel rancio. L'uomo che fissa le capre disinnesca la serietà della guerra e dei suoi "corpi speciali" attraverso dialoghi sagaci e l'intensità burlesca dei suoi attori, George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges e Kevin Spacey, tutti perfettamente in parte. Un film che produce il piacere assoluto della visione, pieno zeppo di trovate eccellenti: parodie, new age, giochi linguistici, citazioni, filosofia "star wars", che dimostrano una volta ancora che il cinema può essere più esplosivo della polvere da sparo.
My Movies

lunedì 7 settembre 2009

Michael Moore - Lascia a bocca aperta Venezia


Folla, coda e grandi applausi per il documentarista di denuncia americano Michael Moore, dopo "Bowling for Columbine" e "Fahrenheit 9/11" e "Sisko", si presenta con questo nuovo documentario "Capitalism: a love story". Il film esprime tutto il suo disprezzo sul Capitalismo definito dal regista "un male per la società e per la democrazia". Il capitalismo sarebbe per pochi, per i ricchi che controllerebero il mercato mondiale, lasciando le briciole ai poveri e controllando la realtà e la ricchezza dei cittadini mondiali.
Sbarcando a lido di Venezia fa discutere subito l'intervista rilasciata alle emittenti italiane, lanciando una "frecciatina" al nostro capo dello stato Silvio Berlusconi, sulle sue ricchezze e sul controllo dell'informazione italiana, oggetto di discussione su tutte le testate giornalistiche nazionali, dove Repubblica sta conducendo una campagna di raccolta firme per fermare le barbarie del controllo mediatico informazionale del nostro Paese.
Il film di M. Moore uscirà nelle sale il 2 ottobre. Consigliato a tutti anche a chi pensa che la realtà del nostro mondo sia diversa da quello che si pensa.
Buona visione a tutti.

sabato 5 settembre 2009

Il Grande Sogno - Attacco a Placido

ROMA - Michele Placido parla di un attacco squadrista, il sindaco Alemanno gli assicura solidarietà, il centrosinistra parla di un nuovo segnale del clima d'intolleranza che sta soffocando la Capitale. E' ancora polemica a Roma, questa volta per via di un film, Il grande sogno, dello stesso Placido (che sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il 9 settembre e uscirà al cinema l'11) e di un gruppo di destra, il Popolo di Roma, che ha deciso di boicottarlo con tanto di picchetti fuori dalle sale cinematografiche. Ma l'incendio, appena divampa, viene soffocato. I militanti tornano sui loro passi: "Non volevamo dare un'immagine oscurantista, siamo stati fraintesi e ci fermiamo qua, nessun boicottaggio".

Manifesti oscurati e picchetti. Durante la notte sono stati oscurati i manifesti pubblicitari del film, con lo slogan "No 68". A rivendicare l'azione Giuliano Castellino, portavoce de Il Popolo di Roma: "E' stata l'anteprima della nostra campagna, anche il Popolo di Roma sarà presente davanti alle sale dove si proietterà il film ma solo per informare tutti i cittadini che quello del '68 non è stato un grande sogno bensì una grande tragedia. Il vero grande sogno è rovesciare il '68 e mandare a casa chi ha distrutto la cultura nazionale e diffuso ateismo, materialismo, droga, odio e lotta di classe".

Placido: "Attacco squadrista". Per il regista l'attacco al suo film "è una minaccia squadrista come non si sentiva da tempo". Per questo chiede al sindaco di intervenire "per garantire, anche agli spettatori, quella sicurezza che vuole assicurare a tutti i cittadini di Roma".

Alemanno: "Andrò alla prima". Alemanno condanna l'azione del Popolo di Roma: "Non solo garantisco a Placido la piena fruizione del suo film, ma lo andrò a vedere e farò in modo che possa avere la massima proiezione esterna. Ritengo - continua - che l'espressione artistica e culturale debba essere non solo libera, ma incentivata in tutte le sue declinazioni". Per questo "qualsiasi tentativo di criticare dal punto di vista ideologico le produzioni artistiche è un fatto negativo e inaccettabile per la città di Roma". Il primo cittadino ha poi chiamato Placido e ha anche accettato il suo invito ad assitere alla prima del film a Roma "anche per testimoniare il mio personale rispetto nei confronti di un grande attore e regista che da tempo si impegna, e lo sta facendo anche sotto la nostra amministrazione, per promuovere la cultura nelle periferie romane".

www.Repubblica.it

domenica 26 luglio 2009

Alice in Wonderland - Tim Burton e Johnny Depp Avvincenti




Un film di Tim Burton. Con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Michael Sheen, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter,Stephen Fry, Alan Rickman, Crispin Glover, Matt Lucas, Christopher Lee, Noah Taylor, Timothy Spall, Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Tim Pigott Smith, Geraldine James, Lindsay Duncan, Barbara Windsor, Leo Bill, Eleanor Gecks, Lucy DavenportFantastico, - USA 2010.


Una nuova versione animata (con la tecnica del performance-capture e riprese live-action) della storia di "Alice nel paese delle meraviglie" firmata stavolta dal gotico Tim Burton. La classica storia di Lewis Carroll, pubblicata per la prima volta nel 1865 e poi trasposta su grande schermo prima da Norman Z. McLeod nel 1933 e poi - in versione animata - da Walt Disney nel 1951, rivivrà in una versione tecnologicamente avanzata, originale e personalissima diretta dal maestro dell'animazione dark.
Alice ha diciassette anni e scappa da un party altezzoso e segue il Bianconiglio giù per il buco, che la riporta nuovamente al Paese delle Meraviglie. Il Bianconiglio è convinto di avere la ragazza giusta, quella che ha visitato il magico mondo dieci anni prima. Ma Alice non si ricorda la sua visita precedente nel Paese delle Meraviglie, le cui creature sono pronte per una rivolta e sperano e aspettano che Alice li aiuti. Ma lei vorrà farlo? Lo potrà fare?
La Disney ha fatto uscire la versione ufficiale del trailer del film Alice in Wonderland, di cui era uscita in anteprima una descrizione, qualche giorno fa. In questa clip si può vedere come Burton ha fatto uso della tecnologia 3d e sia riuscito a mescolare abilmente le varie tecniche utilizzate per creare il film. Ascoltando la voce del Cappellaio Matto (Depp) seguiamo Alice (Wasikowska) mentre cade nella tana del Bianconiglio e raggiunge il Paese delle Meraviglie. Il film uscirà nelle sale americane il 5 marzo 2010.


My Movies


lunedì 11 maggio 2009

Angeli e Demoni difficoltà dalla chiesa romana


Chiunque tema di sentirsi offeso da Angeli e demoni non vada a vederlo. Anche per me ci sono film offensivi, non vedo le storie di tortura come la serie "Saw"». È la reazione di Tom Hanks alle proteste di personalità cattoliche, tra le quali il vescovo di Potenza Antonio Rosario Mennone, anni 103, contro il film di Ron Howard dal bestseller di Dan Brown, presentato ieri a Roma in prima mondiale alla stampa internazionale. La Sony, che distribuisce Angeli e demoni - in Italia dal 13 maggio in 800 copie e nel resto del mondo dal 15 - ha scelto Roma per l' evento perché il film è stato girato qui. Almeno in parte, visto che, ricorda Ron Howard, «dopo i primi giorni di riprese ci hanno negato molte location. Non mi aspettavo una collaborazione né di girare nelle chiese o nella Cappella Sistina, ma non credevo che l' influenza del Vaticano fosse così forte da impedirci di girare anche in luoghi esterni. Abbiamo risolto altrimenti, la frustrazione è che volevamo mostrare il film ad alcuni prelati, ma non hanno accettato. Lo criticano senza averlo visto». Del resto, secondo il regista, « Angeli e demoni non è anticattolico, è solo un thriller pieno d' azionee di tensione.È la prima volta che faccio un sequel, ma non potevo rifiutare un film in cui si intreccia l' antimateria con l' elezione di un Papa. Il Codice da Vinci era più fedele al libro, aveva un ritmo più pacato e il tema era più provocatorio nei confronti della Chiesa. Però quando parlo con i preti off records tutti ammettono che né il libro né il film hanno influito sulla fede dei credenti». Se pure San Pietro e quasi tutti gli interni sono stati ricostruiti a Hollywood, Roma in Angeli e demoni c' è, anzi il film è un grandioso spot per la città, dove il professor Robert Langdon (Hanks) è chiamato ad interpretare i segni dell' antica setta degli Illuminati, che hanno rapito i quattro cardinali papabili e minacciano la distruzione della città con l' antimateria rubata al Cern in Svizzera. Nel cast internazionale ci sono l' israeliana Ayelet Zurer (un scienziata), l' inglese Ewan McGregor (il Camerlengo), lo svedese Stellan Skarsgaard (capo della guardia svizzera), il tedesco Armin Mueller-Stahl (cardinale). Per l' Italia, oltre al prelato interpretato da Cosimo Fusco, c' è Pierfrancesco Favino, l' ispettore Olivetti che accompagna Langdon nella frenetica ricerca di risolvere il mistero dei segni. Tom Hanks conosceva Roma da turista, «ma stavolta ci sono rimasto quattro mesi e, girando tra chiese e monumenti, ho capito il potere del Vaticano, che non è solo una città di governo, ma una corporazione multinazionale con tanto di business, una specie di Toshiba». L' attore capisce «il fascino del mistero della Chiesa, della ritualità del Concilio, dei costumi dei cardinali. Ogni categoria ha i suoi costumi, a Washington i politici si vestono tutti nello stesso modo. E quando lavoravo come bellboy dovevo portare la giacca uguale a quella degli altri ragazzi». Figlio di «genitori che hanno divorziato più volte, ho vissuto in famiglie di varie religioni, tutte con la certezza assoluta della verità: per questo non riesco ad affidarmi a nessuna. Ma rispetto chi crede, mia moglie è grecoortodossa e i miei due figli sono battezzati», dice l' attore. Che è anche regista e produttore. «Non volevo stare alla mercè del telefono in attesa di un ruolo e ho cominciato a scrivere storie e sviluppare progetti. Adesso non sono più un uomo da affittare, ho una mia attività creativa». Attore da Oscar, Tom Hanks è anche una persona simpatica, ironica, generosa, lodato oltre che da Howard - «Con lui c' è un legame di complicità, da compagni di stanza al college» - da tutti quelli del cast. Senza difetti? «Da bambino rubavo la marmellata, finché mi hanno scoperto. A parte gli scherzi, non sono perfetto,è solo che evito di dire verità sgradevoli. E mi diverto a rispettare le regole: nel lavoro e nella vita». Le regole sono quelle di un democratico, convinto sostenitore di Obama. «I suoi cento giorni di governo sono niente rispetto ai problemi da risolvere. I presidenti in genere arrivano alla Casa Bianca e cominciano a realizzare il loro programma, nessuno si è trovato come Obama, costretto ad occuparsi di tante crisi dolorose e difficili. Per giudicare Obama e il suo programma dobbiamo aspettare». - MARIA PIA FUSCO Repubblica

martedì 5 maggio 2009

A Cannes il film shock di Von Trier


Antichrist è un film che ho scritto di getto, di istinto, senza troppe analisi". Lars von Trier festeggia 25 anni di cinema e racconta del suo ultimo film, Antichrist appunto, in concorso al Festival di Cannes e in uscita il 22 maggio in Italia (distribuito da K Films). Del film finora si sono viste alcune immagini e il trailer. Una è un'immagine degli unici due interpreti, Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg, che fanno l'amore sdraiati ai piedi di un grande albero, dai cui rami spuntano mani umane che li accarezzano, un'immagine impressionante. Il trailer è decisamente più tradizionale. "Se hai visto il trailer, in pratica hai visto tutto il film" dice Lars von Trier con una smorfia. La storia di Antichrist è semplice: un uomo e una donna si ritirano in un piccolo rifugio in una foresta a piangere la perdita del figlio e cercare di andare avanti con la loro vita.

Nella fase preparatoria lei ha visto moltissimi film dell'orrore giapponesi. Che impronta ha dato al suo film dopo averli visti?
"Alcuni dei film giapponesi dell'orrore che ho visto erano molto piacevoli e ben fatti. Per esempio "The ring". Ma non mi hanno influenzato direttamente. Sono pervenuto ormai a una mia versione personale dell'horror: di rado un film resta nel solco del genere al quale appartiene dopo essere passato per le mie mani. Se parto col voler fare un film horror, poi magari finisco col fare qualcosa di ancora più estremo. Come qui".

Il film riflette qualcosa della sua vita personale?
"No, non proprio. Antichrist si ispira molto a Strindberg. Ma anche Dante mi è stato di grande ispirazione. Del resto, chi non ne è stato influenzato? Il film oltre a varie tematiche, affronta anche quella di un personaggio in terapia, quindi qualcosa che io ho vissuto direttamente".

Il film ha due soli protagonisti: una novità per il suo cinema.
"È stato stimolante fare una cosa completamente nuova. Uno pensa che un film così sia destinato a essere noioso, ma mi auguro che non lo sia affatto. Se però giro due volte la stessa tipologia di film di sicuro mi annoio io. E per evitare di annoiarmi mi piace sperimentare, cimentarmi sempre in qualcosa di nuovo. Vado dove mi porta la passione".

Perché ha scelto Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg?
"È stato magnifico lavorare con entrambi. Charlotte è una persona molto riservata. È arrivata tardi in questa produzione, e penso che parte del problema che abbiamo incontrato nel trovare un'attrice davvero interessata al progetto dipende dalla natura in qualche modo pornografica del film. Diciamolo: non è un film per tutti. Immagino che sia questa la ragione per la quale molte attrici alla fine rifiutavano la parte. Willem Defoe è stato anche lui eccezionale con tutte le sfide che ha dovuto affrontare".

Da dove nasce il titolo "Antichrist"?
"È un titolo ben azzeccato. È difficile spiegare per quale motivo il film si intitoli proprio così. Sono sicuro che scoprirò che gli spettatori trarranno conclusioni diversissime in merito".

Nel film pare che non si parli espressamente di religione, ma qual è la sua posizione sull'argomento?
"Sono sempre più convinto che la religione sia soltanto un mucchio di idiozie. Mi sembra qualcosa che alcuni hanno inventato per far sì che tutti gli altri si comportassero in un certo modo. La religione è un insieme di leggi create dagli uomini, che non hanno nulla di divino. Forse nel mondo c'è qualcosa di divino - non mi sento di escluderlo - ma tenendo presente che sono un democratico, è difficile poi scegliere una religione rispetto a un'altra. Quale si dovrebbe scegliere? Le sembra giusto che chi abita in un dato continente debba essere salvato e gli altri popoli debbano essere destinati a un'eterna condanna?".

Ha detto di essere entrato in terapia. Perché?
"Tre anni fa ho sofferto di depressione per la prima volta in vita mia. Con questo film ho cercato di reagire, di riprendermi rispetto a quando me ne stavo sdraiato a letto a fissare il muro per giorni. L'ho fatto per due mesi, ininterrottamente, senza avere l'energia di fare altro. È stata un'esperienza molto difficile. A quel punto non immaginavo nemmeno di poter tornare a fare un altro film. Ciò significa che per Antichrist non è che io abbia lavorato proprio a pieno regime. I medici mi hanno detto che occorre proseguire le terapie farmacologiche fino a cinque anni dopo la fine della depressione".

Ha idea del perché è caduto in depressione?
"Nessuno sa di preciso per quali motivi si cada in depressione, ma io ho una mia teoria. Sono anni che combatto contro alcune fobie e credo che quando le fobie diventano intollerabili, il corpo cerchi in un certo senso di prendersi una pausa, e in questa situazione si cade in depressione. L'intensità della depressione può variare, e alcune persone vogliono gettarsi giù da un ponte. Ma nel mio caso non è stato così. Anche se forse alcuni critici cinematografici l'hanno sperato".

Cosa si aspetta dal festival di Cannes?
"Andare a Cannes è sempre un investimento... Così posso finanziare il mio prossimo film".

(Copyright Ifa-La Repubblica - Traduzione di Anna Bissanti)

(5 maggio 2009)

martedì 21 aprile 2009

Focaccia Blues


Un film di Nico Cirasola. Con Dante Marmone, Luca Cirasola, Tiziana Schiavarelli, Renzo Arbore, Lino Banfi.
«continua

Commedia, - Italia 2009. data uscita 17/04/2009.
Attorno alla vera storia della "focaccia che si mangiò l'hamburger", ovvero l'impresa di un forno di Altamura che nel 2002 fece chiudere un McDonald's a suon di pizza, pane e focacce, lievitano tante vicende parallele. In costante disequilibrio tra finzione e realtà, assistiamo al resoconto delle tante anime altamurane protagoniste e testimoni della vicenda, al viaggio in America del giornalista Onofrio Pepe, intento ad esportare la focaccia pugliese nella culla del fast food, alla fiaba romantica di un fruttivendolo innamorato e della bella del paese sedotta da uno straniero alla guida di una sgargiante Corvette gialla. All'interno di queste cornici si innestano vari siparietti comico-nostalgici animati da Renzo Arbore e Lino Banfi o da ospiti d'eccezione come Nichi Vendola e Michele Placido.
Al secondo blues della sua carriera (dopo Albània Blues), il regista Nico Cirasola adatta il mood nostalgico e "sudista" dei canti dei neri d'America ad un conviviale contrappunto tra fantasia e documentario. I vari percorsi narrativi del film sono infatti altrettante gradazioni tra il vero e il falso: in mezzo al rigoroso stile documentaristico delle testimonianze degli altamurani (questori e carabinieri compresi) e all'operetta morale che ci accompagna al ritmo di tarantella in una Murgia a tinte forti, stanno infatti la surreale impresa "più vera della finzione" di Onofrio Pepe fra i fast food di New York e l'università dell'hamburger di Chicago, e le schermaglie comiche "più false della realtà" di Banfi e Arbore nella parte di loro stessi.
Richiamando alla mente, sempre con un prospettiva umoristica, sia i "profils paysans" di Raymond Depardon che la "realtà fantasticata" di Sergio Citti, e lavorando molto di improvvisazione e spontaneità, Cirasola riesce così a costruire un'opera sfaccettata, eterogenea e aritmica nell'intreccio, eppure straordinariamente genuina e omogenea nella forma. Anche da un punto di vista estetico, sfruttando un'interessante combinazione di formato digitale in alta definizione con ottiche da cinepresa 35mm, Focaccia Blues è un tentativo di amalgamare discorsi apparentemente oppositivi. Non c'è solo la focaccia che si mangia l'hamburger o il documentario che invade la finzione, ma anche il locale che soppianta il globale e la tradizione che vince sull'omologazione, in un trionfo di concetti nati da parole che si mangiano l'una con l'altra, o meglio, che scivolano l'una sull'altra ("glocalizzazione", "slow food" "docu-fiction").
Nel tentativo di essere opera sincretica e "antifonale", il film di Cirasola probabilmente manca di un'ottica realmente global e in alcuni momenti il suo elogio della tradizione e della semplicità tende quasi al lirismo arcadico. Eppure, soprattutto come docu-fiction, genere ancora altamente sperimentale soprattutto nel nostro paese, l'impasto di Cirasola è un composto di vari ingredienti gustoso e assolutamente non indigesto, semplice nell’ideologia ma tutt’altro che pedestre nel linguaggio.

venerdì 13 marzo 2009

La Storia di Antonio Passannante ora diventa un Film


Ciak a Matera: si gira un film su Passannante MATERA – Cominceranno a maggio in Basilicata le riprese del film, diretto da Sergio Corbucci, sull'anarchico lucano Antonio Passannante, che nel 1878, a Napoli, attentò alla vita del re d’Italia, Umberto I, ferendolo leggermente, e che fu detenuto a lungo in condizioni disumane. Lo ha annunciato l’assessore alla cultura della Provincia di Matera, Giuseppe Digilio, al termine di «Teatriamo», una rassegna dedicata al teatro emergente: «Corbucci – ha detto Digilio – girerà alcune scene anche in provincia di Matera, nei luoghi che furono teatro del brigantaggio. Il regista selezionerà alcuni dei 175 attori delle 13 compagnie locali che si sono esibite in 'Teatriamò». La vicenda di Passannante è stata rievocata anche dall’attore Ulderico Pesce, promotore di iniziative per ottenere il trasferimento in Basilicata, a Savoia di Lucania (Potenza), dei resti dell’anarchico. Nel paese lucano da anni si discute sul ritorno all’antico nome, Salvia, cambiato in Savoia di Lucania dopo l’attentato, come atto di riparazione verso la monarchia.

Gazzetta del Mezzogiorno

lunedì 2 marzo 2009

Nemico Pubblico N.1 - L'istinto di morte * * * *


Titolo originale L'Instinct de mort. Azione, durata 113 min. - Francia, Canada, Italia 2008. - Eagle Pictures data uscita 13/03/2009.
La storia vera e travolgente di Jacques Mesrine, il più famoso gangster della storia di Francia
Nemico pubblico n.1 inizia con l'uccisione, esecuzione, nel traffico parigino di Jacques Mesrine. Attorno alla sua figura, quella di un gangster mediatico, narcisista e violento, Richet costruisce un dittico concepito come due film autonomi, basato sull'autobiografia scritta in carcere dallo stesso Mesrine (che si legge mérin).
Tornato dalla guerra d'Algeria Mesrine rifiuta il lavoro proposto dal padre e inizia un'ascesa senza precedenti nella malavita locale, tra rapine e sparatorie. Malgrado le suppliche della moglie spagnola che gli darà tre figli, diventa, tra gli anni '60 e '70, il gangster più ricercato di Francia. Costretto all'esilio in Canada, sarà arrestato e fuggirà in modo rocambolesco da una delle prigioni più dure dello stato.
Il primo episodio, dalla messa in scena secca e nervosa, ha il pregio di rifarsi ai classici film d'azione degli anni '70 all'americana, con una costruzione dei personaggi credibile e una struttura narrativa avvincente. Un Vincent Cassel con parecchi chili in più si cala nel ruolo in maniera camaleontica: più che adeguato, Cassel pare l'attore necessario alla parte di Mesrine. Gérard Depardieu e Cècile de France supportano un film completamente incentrato su una persona. Nemico pubblico n.1 - L'istinto di morte è infatti un ritratto, più che un poliziesco, che cerca nelle azioni e nei comportamenti di Mesrine una risposta alla violenza, una denuncia alla società, o il punto esatto in cui il suo percorso è divenuto una strada senza uscita. Ma sembrano più tanti piccoli cambiamenti a portare gradualmente la vita di Mesrine verso il baratro.
Nemico pubblico è riuscito appunto perché non riesce a darci alcuna risposta. Senza mitizzarlo né demonizzarlo, Richet non nasconde una profonda fascinazione per il personaggio. E in un'adeguazione del punto di vista, il film, come lo spettatore, cerca di capire qualcosa di una persona che ha suscitato fiumi d'inchiostro oltre che di sangue. Mesrine però fugge sempre, dalle prigioni come dallo schermo.


MyMovie2009 Matteo Treleani

venerdì 13 febbraio 2009

Tarantino intramontabile "Inglourious Bastards"


Nuova attesa prova di Tarantino
In una Francia occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di americani-ebrei conosciuto come i "Bastardi" sono scelti per portare paura nel terzo Reich tagliando lo scalpo e uccidendo i nazisti. Da martedì 6 ottobre 2009 al cinema.

Nella Francia occupata dai nazisti, Shosanna Dreyfus (Mélanie Laurent) assiste all'uccisione di tutta la sua famiglia per mano del colonnello nazista Hans Landa (Christoph Waltz). Shosanna risce a sfuggire miracolosamente alla morte e si rifugia a Parigi, dove assume una nuova identità e diviene proprietaria di una sala cinematografica. Altrove in Europa, il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) mette assieme una squadra speciale di soldati ebrei : noti come "The Basterds", i soldati vengono incaricati dai loro superiori di agire come cani sciolti sul territorio uccidendo ogni soldato tedesco che incontrano e prendendogli lo scalpo. La squadra di Raine di troverà a collaborare con l'attrice tedesca Bridget Von Hammersmark (Diane Kruger), una spia degli Alleati, in una missione che mira ad eliminare i leader del Terzo Reich. La loro missione li porterà nei pressi del cinema parigino dove Shosanna sta tramando un piano di vendetta privata… Inglorious Basterds, progetto covato da anni da Quentin Tarantino, è ispirato da uno dei cult-movie per eccellenza del regista americano, Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari.
Un film di Quentin Tarantino. Con Brad Pitt, Diane Kruger, Mélanie Laurent, Christoph Waltz, Daniel Brühl.
Azione, - USA, Germania 2009. data uscita 06/10/2009.
My Movies 2009

giovedì 12 febbraio 2009

Religiolus, un documentario che spaventa divertendo

Bill Maher è un conduttore televisivo e un comico politicamente scorretto (così titolava il suo programma d’esordio) con un bersaglio prediletto: la religione. Larry Charles è sceneggiatore, produttore e regista; un titolo su tutti: Borat. Insieme hanno deciso di cimentarsi nell’epica impresa di sondare il ridicolo di proprietà delle credenze religiose, sollecitati dal ruolo che le stesse sono tornate a giocare nella politica dei massimi livelli, nelle parole di signori come George Bush e Bin Laden o Amadinejad, per esempio. Nei cinema italiani in 30 copie, a partire dal 13 febbraio, Religiolus , è il documentario che promette di spaventare divertendo o di divertire spaventando, muovendosi tra Gerusalemme e il Vaticano, le comunità di mormoni dello Utah, le moschee e i bar di Amsterdam, lo Speaker’s Corner di Hyde Park a Londra e il parco dei divertimenti a tema biblico di Orlando in Florida.
Al termine dell’anteprima romana per la stampa, la vis polemica del film si rinnova nel dibattuto tra Victor Magiar, assessore alla cultura dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, Khalid Chaouki, fondatore dell’Associazione Giovani Musulmani d’Italia e direttore di www.minareti.it, Paolo Naso, curatore della rubrica televisiva Protestantesimo e direttore del mensile Confronti e Raffaele Carcano, segretario dell’Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti.

mercoledì 11 febbraio 2009 - Marianna Cappi

venerdì 23 gennaio 2009

Oscar 2009 - Benjamin Button 13 nominetion


Risultato straordinario per il film "Benjamin Button", ha ricevuto 13 nominetion un record. Il film di David Fincher ha sorpreso tutti, grazie anche ad un cast eccezionale formato da Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Julia Ormond. Il film racconta di un uomo che ringiovanisce invece di invecchiare. Grazie alle nuove tecnologie grafiche (Motion Capture e maschere Grafiche) si è potuto realizzare uno straordinario film tratto a un breve racconto di Francis Scott Fitzgerald del 1922.
Seguono Millionarie con 10 candidature e 8 nomination per il Cavaliere Oscuro sequel di Batman. Interessante la nomination per l'attore scomparso di questo film, si tratta di Heath Ledger, morto un anno fa all'età di 28. Si candida per il premio miglior attore non protagonista. Di seguito gli altri film che sono in concorso per gli Oscar 2009:

ATTORE PROTAGONISTA - Questa la cinquina dei candidati a miglior attore protagonista: Brad Pitt («Il curioso caso di Benjamin Button»), Sean Penn («Milk»), Mickey Rourke («The Wrestler», Leone d'oro a Venezia), Frank Langella («Il duello»), Richard Jenkins («L'ospite inatteso»).

ATTRICE PROTAGONISTA - Il titolo di miglior attrice protagonista sarà conteso tra Meryl Streep («Il dubbio»), Kate Winslet («The Reader»), Anne Hathaway («Rachel sta per sposarsi»), Angelina Jolie («Changeling») e Melissa Leo («Frozen River»). Meryl Streep, 59 anni, detiene il record di tutti i tempi di candidature, 14, e ha conquistato la quindicesima; la Winslet porta il suo totale a sei.

ATTRICE NON PROTAGONISTA - Per il titolo di miglior attrice non protagonista sono state scelte: Amy Adams («Il dubbio»), Penelope Cruz («Vicky Cristina Barcelona»), Viola Davis («Il dubbio»), Taraji P. Henson («Il curioso caso di Benjamin Button») e Marisa Tomei («The Wrestler»).

MIGLIOR REGIA - Queste le nomination per la miglior regia: Danny Boyle («The Millionaire»), David Fincher («Il curioso caso di Benjamin Button»), Ron Howard («Il duello»), Stephen Daldry («The Reader»), Gus Van Sant («Milk»).

FILM STRANIERO - Nessun italiano nelle nomination come miglior film straniero: ci sono «La classe» (Francia), «Valzer con Bashir» (Israele), «Departures» (Giappone), «Revanche» (Austria), «La banda Baader-Meinhof» (Germania). Nessun riconoscimento dunque per «Sette Anime» di Gabriele Muccino, unica opera italiana che aspirava agli Oscar. Essendo girato negli Usa in lingua inglese, avrebbe potuto concorrere in qualunque categoria. Escluso anche Will Smith, protagonista per la seconda volta di una pellicola di Muccino dopo «La ricerca della felicità».

SCENEGGIATURA - Queste le candidature per la migliore sceneggiatura originale: Courtney Hunt («Frozen River»), Mike Leigh («Happy Go Lucky»), Martin McDonagh («In Bruges»), Dustin Lance Black («Milk»), Andrew Stanton, Jim Reardon, Pete Docter («Wall-E»). E per la migliore sceneggiatura adattata: Eric Roth, Robin Swicord («Il curioso caso di Benjamin Button»), John Patrick Shanley («Il dubbio»), Peter Morgan («Il duello»), David Hare («The Reader»), Simon Beaufoy («The Millionaire»).

martedì 13 gennaio 2009

Golden Globe 2009 - Valzer con Bashir vince su Gomorra


Vincitori del Golden Globes 2009

Salve ragazzi il nostro tanto e aspettato premio per Gomorra di Matteo Garrone (tratto dal romanzo di Roberto Saviano) non è arrivato. E' stato Valzer con Bashir di Ari Folman a vincere il Golden Globe 2009 come miglior film straniero. Il film di Matteo Garrone sarà stato penalizzato dalle vicende giudiziare che ha coinvolto alcuni degli attori del film Gomorra. Valzer con Bashir merita questo premio, un film originale che riprende lo stile di Richard Linklater nel suo primo film ad animazione Waking Life (2001), interpretato con attori reali e seguito con A Scanner Darkley (Un oscuro scrutare 2006), interpretato da keanu Reeves e la bellissima Winona Ryder. Da non perdere. Il tema che attraversa questo film d'animazione è la guerra che sta coinvolgendo il medio-oriente, Israele e i popoli della Palestina e del Libano. Quindi tema attualissimo che avrà sicuramente convinto la giuria all' 'assegnazione del premio. Buona visione a tutti.
A seguire troverete gli altri vincitori dei Golden Globe.


Colin Farrell (Miglior attore in un film brillante per In Bruges - La coscienza dell'assassino)
Sally Hawkins (Miglior attrice in un film brillante per La felicità porta fortuna - Happy Go Lucky)
Kate Winslet (Miglior attrice in un film drammatico per Revolutionary Road)
Mickey Rourke (Miglior attore in un film drammatico per The Wrestler)
Danny Boyle (Miglior regia per The Millionaire)
Heath Ledger (Miglior attore non protagonista per Il cavaliere oscuro)
Kate Winslet (Miglior attrice non protagonista per The Reader)
Simon Beaufoy (Miglior sceneggiatura per The Millionaire)
The Millionaire (Miglior colonna sonora originale)
The Wrestler (Miglior canzone)
Valzer con Bashir (Miglior film straniero)
WALL•E (Miglior film d'animazione)
Vicky Cristina Barcelona (Miglior film brillante)
The Millionaire (Miglior film drammatico)

lunedì 5 gennaio 2009

Watchmen Attesissimo



Un action movie di fanta politica! In un'ipotetica America, in cui Richard Nixon è ancora al potere, si fronteggiano i blocchi contrapposti USA e URSS.
Watchmen è una complessa ed appassionante storia ambientata in un'ipotetica America in cui Richard Nixon è ancora al potere, dove si fronteggiano i blocchi contrapposti USA/URSS: il mondo è sull'orlo di una guerra nucleare e un gruppo di supereroi del passato, ormai invecchiati e disillusi, si scontra con la realtà di un mondo molto diverso da quello in cui avevano vissuto i loro giorni di gloria.

MYmovies 2009

Un matrimonio all'inglese * * * *

Titolo originale Easy Virtue. Commedia, durata 96 min. - Gran Bretagna 2008. - Eagle Pictures data uscita 09/01/2009.

Il giovane John Witthaker s’innamora perdutamente di un’elegante e indipendente americana di nome Larita e la sposa. Viene quindi il momento di presentarla alla famiglia, che vive imbalsamata e preda dei debiti in una splendida villa della campagna inglese. Nonostante Larita faccia buon viso a cattivo gioco, è presto chiaro che la suocera non può vederla e che anche le sorelle di John sono più che mai diffidenti nei suoi confronti. Lo stesso non si può dire, invece, del capofamiglia, un uomo che la guerra ha reso allergico all’ipocrisia ma non insensibile all’intelligenza e all’ironia involontaria.
Stephan Elliott, regista del fortunato Priscilla, la regina del deserto e dell’incompreso The Eye, torna sullo schermo dopo dieci anni di latitanza con Easy Virtue, eccellente operazione d’adattamento della pièce omonima del commediografo Noel Coward, che in passato aveva già conquistato Alfred Hitchcock (Fragile virtù).
Se la storia poggia su un conflitto di civiltà canonico, tra vecchio e nuovo mondo, le tinte con cui l’autore inscena tale confronto sono deliziosamente originali e sembrano ricalcare l’aforisma di Wilde per cui gli inglesi “oggigiorno” hanno veramente tutto in comune con gli americani, tranne, naturalmente, la lingua.
Jessica Biel è l’indossatrice ideale dei panni della volitiva Larita, inetta nella nobile arte della sopportazione forzata e interprete dai tempi comici perfetti; Ben Barnes è il maritino plasmabile e naïve; Kristin Scott Thomas e Colin Firth, signori e suoceri, sono il re e la regina della risata a denti stretti. Ma il film non si riduce allo sfoggio di wit né alla rivisitazione in chiave più che mai dinamica dei topoi dell’irriverenza a corte (dalla preoccupazione patologica per l’animale domestico alla complicità fisiologica della servitù nel misfatto) ma si addentra, armato di una sottile lama di coltello, ad esplorare le conseguenze più intime di una lotta senza fine tra presente e passato all’interno della coscienza stessa di Larita e va sondando il prezzo e il gusto della libertà, anche e soprattutto in amore.
Con Easy Virtue il regista australiano si cala in un’epoca passata con il passo curioso e spedito della contemporaneità, ma senza per questo farne un’operetta pop, anzi lucidando il jazz sul grammofono perché possiamo ricordarci d’un tratto di tutta l’energia e l’afflato di ribellione che già contiene.
Nel bel mezzo dell’eccentricità apparente di Larita, che prende parte alla caccia alla volpe a cavallo di una moto, e dell’eccentricità reale di una caccia alla volpe punto e basta, Elliot non è certo tipo da sottrarsi alla gara di anticonformismo per nascondersi dietro una regia trasparente. Un tocco di musical, un profumo di bordello francese, una palla di biliardo ed ecco inscenata una lezione di stile, con tanto di approfondimento sull’inquadratura sardonica.